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ESTRATTO DELLA SCENEGGIATURA Da domani non lavorerai più per me. Questa sera suonerò per l'ultima volta. Poi andrò via. Per sempre. Vivere nascosto, temere di essere scovato, dover sempre fuggire mi ha stremato. Sono stanco. La mia bontà sarà ricompensata con l'ingratitudine. |
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| SINOSSI In un'antica villa di campagna un uomo è seduto di fronte ad un pianoforte; ha appena ricevuto un pacchetto dal contenuto misterioso: un bigliettino con un nome e una pistola. L'orologio segna le cinque, forse l'ora di un appuntamento fissato tanto tempo fa, forse l'ora in cui il destino di un uomo dovrà irrevocabilmente compiersi. Un detective dovrà svolgere un compito difficile e delicato: risalire all'identità del mittente dello strano pacchetto e così risolvere l'enigma che è venuto a sconvolgere la tranquillità dell'uomo proprietario della villa. Il tempo, che sia segnato dalle lancette di un orologio e definito entro appuntamenti dai termini improrogabili o che si estenda fino a raggiungere dimensioni ultraterrene sarà non solo metro di misura dei movimenti del detective – come del resto così è in ogni indagine che si rispetti – ma soprattutto implacabile ossessione nel percorso dell'uomo della villa, percorso individuale con il quale lo strano pacchetto ricevuto sembra avere qualche oscuro legame e che porterà quest'ultimo a fronteggiarsi con una delle insidie maggiori che da sempre animano la mente umana: l'ambizione, e di essa l'amaro prezzo che sempre l'accompagna. |
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