COMMENTO DI ROCCO SILANO
Fabio Divietri, nato a Venosa il 15 marzo 1982, è autore di alcune sceneggiature per cortometraggi a mio avviso, molto belle. I titoli sono: N2, La fine del mondo, Jack La Morte, La prigione perfetta, Indagine speciale, Uno strano giorno.
Sono sceneggiature in cui la parola domina sia sottoforma di monologo che sottoforma di dialogo. Ma nonostante l' "ingombrante" presenza della parola, le sceneggiature sono anche fortemente visive, il ritmo è ben sostenuto e le trame sono molto avvincenti.
Tema predominante è quello del carpe diem. L'istante è la misura della vita, è una frase che si trova più volte nei suoi scritti.
Il ricordo viene visto spesso come qualcosa che non ci permette di vivere il presente nella sua pienezza. In Indagine Speciale , il custode del regno dei morti accompagna un detective che deve indagare su chi sta cercando di fuggire da quel luogo. Nel condurre la sua indagine il detective parla con le anime e la pena che tormenta loro è proprio il ricordo. In cambio del compito che gli è stato dato, il custode ha visto esaudito il suo desiderio di non ricordare.
Il futuro invece è visto con speranza. Ma nel momento in cui ci si lascia andare troppo ai progetti, anche il futuro rischia di non farci vivere il presente nella sua pienezza. In La fine del mondo , un detective è sulle tracce di un folle scienziato che sembra aver costruito un'arma per la distruzione del genere umano. Davanti alla porta chiusa di quella che il detective crede essere la stanza in cui si rifugia lo scienziato (forse il suo laboratorio), il detective esclama:
... Ti prego, so che gli uomini sono diventati gli esseri peggiori, che si passerebbe sul corpo del proprio fratello pur di ottenere un pezzo felicità illusoria, non farlo, per le nuove generazioni, loro potrebbero imparare la lezione e vivere infinitamente il loro presente, senza rimorsi per il passato o progetti inutili per il futuro. ...L'incapacità dell'uomo di vivere il presente senza rimorsi per il passato o progetti inutili per il futuro , porta Fabio ad avere una visione pessimistica della realtà. In N2 un detective (nei suoi scritti ci sono sempre detective che come dice l'autore: non risolvono mai niente ) chiede aiuto per la sua indagine ad una medium. Mentre aspetta il responso della medium, il detective libera un uccellino dalla sua gabbia. La medium lo rimprovera dicendo: ma cosa fai? l'hai liberato da una gabbia piccola per rinchiuderlo in una più grande!
Un modo per vivere infinitamente il presente è quello di amare. Amare i propri figli, amare il proprio partner. Commuove in La fine del mondo il monologo di una signora che piange sulla tomba del proprio uomo.
Non piango per la sua morte, ma perché è stato un bugiardo. Quando ero giovane ero la più bella delle ragazze, stormi di bei giovani mi corteggiavano, ma io scelsi lui, non per la sua bellezza o intelligenza, ma perché era speciale. Mi ricordo: era una mattina piovosa di ottobre, mi prese la mano e mi guardò dritta negli occhi. Mi disse: ti prometto che manterrò tutte le promesse che ti farò! In quel preciso istante mi innamorai. Gli dissi: allora promettimi che ovunque andrai mi porterai con te! Ecco, adesso capisce perché era un bugiardo? Lui se ne è andato e io sono rimasta qui.Gli uomini sono quindi incapaci di valorizzare il presente e quel che il presente offre loro. Ciò li porta ad essere ambiziosi (come Nevharius il protagonista di N2 ) o a cercare inutili perfezionismi (come il pittore Alson Coroi il protagonista di Uno strano giorno ). Forse l'unico momento in cui l'uomo si ferma a riflettere sulla propria condizione contingente è l'attimo prima di morire. E' nella morte (cioè nell'impossibilità di perdersi in progetti inutili e nell'inutilità di avere anche rimorsi) che si racchiude il senso della vita?
Jack La Morte dice:
La morte l'ultima verità rivela E finalmente l'istante congela.L'ultima verità appunto. Non su quello che saremo ma su quello che siamo stati.